Vitamina D e cheratocono: una nuova speranza per rallentare la progressione della malattia

Il cheratocono è una malattia della cornea che provoca l'assottigliamento e la deformazione della sua struttura, portando a una progressiva perdita della vista. Negli ultimi anni, diverse ricerche hanno suggerito che il cheratocono potrebbe non essere solo una patologia locale, ma anche una manifestazione di un problema sistemico, legato all'infiammazione e alla carenza di vitamina D. Una recente ricerca condotta dall’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano — sostenuta anche grazie ai contributi raccolti da AICHE nel corso degli anni — ha aperto nuove prospettive nel trattamento del cheratocono, evidenziando il possibile ruolo protettivo della vitamina D nella sua progressione, soprattutto nei pazienti più giovani.

Lo studio sulla vitamina D e il cheratocono

Questa ricerca ha coinvolto 40 pazienti adolescenti affetti da cheratocono e con livelli insufficienti di vitamina D (inferiori a 30 ng/mL). I pazienti sono stati seguiti per 12 mesi dopo l'inizio della supplementazione di vitamina D, con visite periodiche per monitorare lo stato della cornea e analisi del sangue per valutare l'infiammazione sistemica e altri marker biologici.

Principali risultati dello studio:

  • Stabilità del cheratocono: Dopo 12 mesi di trattamento con vitamina D, il 65% dei pazienti (75% degli occhi) ha mostrato una stabilizzazione della malattia, con una progressione inferiore a 1 diottria del parametro Kmax, che misura la curvatura massima della cornea. Questo è un risultato particolarmente promettente, considerando che nei giovani pazienti la progressione del cheratocono è spesso più rapida.
  • Riduzione dei marcatori infiammatori: Le analisi del sangue hanno mostrato una riduzione significativa dei marcatori di infiammazione sistemica, inclusa la diminuzione della metalloproteinasi-9 (MMP9), un enzima coinvolto nella degradazione del collagene, e un aumento dei livelli di proteine protettive come la vitamina D binding protein (VDBP) e il recettore della vitamina D (VDR).
  • Effetti sui tessuti corneali: Lo studio suggerisce che l’integrazione con vitamina D si associ ad una maggiore stabilità della matrice extracellulare della cornea, grazie a una riduzione della degradazione del collagene e a un incremento dei processi di sintesi dei proteoglicani, essenziali per mantenere l'integrità strutturale della cornea.
  • Modulazione del sistema immunitario: È stato osservato che i pazienti che hanno risposto positivamente al trattamento con vitamina D presentavano un profilo di espressione genetica coerente, con una rimodulazione della risposta infiammatoria e della attivazione piastrinica.

Una nuova prospettiva terapeutica

Questi risultati suggeriscono che la vitamina D potrebbe avere un ruolo protettivo contro la progressione del cheratocono, soprattutto nei pazienti giovani con livelli insufficienti di questa vitamina. La stabilizzazione della malattia osservata in questo studio potrebbe rappresentare un'opportunità importante per migliorare la qualità della vita dei pazienti e ritardare o prevenire interventi chirurgici più invasivi come il cross-linking o il trapianto di cornea.

Indicazioni attuali per i pazienti

Alla luce delle evidenze emerse, anche se per una conferma definitiva sarà necessario svolgere uno studio clinico randomizzato, potrebbe essere utile che le persone affette da cheratocono monitorino i propri livelli di vitamina D. Un semplice esame del sangue, concordato con il proprio medico curante, può rivelare se i livelli di vitamina D sono insufficienti. Le evidenze emerse in questo studio preliminare indicano che il mantenimento di livelli adeguati di vitamina D potrebbe contribuire a stabilizzare il cheratocono, rappresentando così un ulteriore strumento di gestione della malattia.

Guardando al futuro

Ulteriori studi saranno necessari per confermare questi risultati su campioni più ampi e per comprendere meglio i meccanismi molecolari attraverso cui la vitamina D influisce sulla stabilità della cornea. Tuttavia, questi primi dati rappresentano un passo importante verso nuove possibilità terapeutiche per i pazienti affetti da cheratocono.

Link all'articolo The Effects of Vitamin D on Keratoconus Progression su American Journal of Ophthalmology

Un grazie a tutto lo staff convolto nello studio, Nicolò Bartolomeo, Matteo Pederzolli, Silvia Palombella, Philippe Fonteyne, Giuseppe Suanno, Gianluca Tilaro, Stefano de Pretis, Francesca Borgo, Federico Bertuzzi, Carlotta Senni, Massimo De Micheli, Francesco Bandello, Giulio Ferrari e a tutte le persone che seguono e supportano l'associazione.